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Licenziamenti

Le aziende dell'indotto dell'ex Ilva avviano il taglio di 2.500 posti di lavoro a Taranto

· aggiornato il

Luogo
Taranto · 🇮🇹 Italia
Azienda
Zulieferbetriebe des Stahlwerks Ex-Ilva (28 Unternehmen des 'indotto')
Settore
Industria
Organico coinvolto
2.500

Il 4 settembre 2026, 28 aziende dell'indotto dell'ex stabilimento siderurgico Ilva di Taranto hanno aperto procedure di licenziamento collettivo per circa 2.500 dipendenti, dopo che la Corte d'Appello di Milano aveva ordinato il 27 luglio 2026 la chiusura dell'area a caldo dello stabilimento entro 90 giorni se non fossero state affrontate le fonti di amianto e le emissioni. Sotto la pressione del governo i licenziamenti sono stati temporaneamente sospesi; l'8 settembre 2026 si è tenuta una riunione di crisi a Palazzo Chigi per congelare la procedura e trovare misure di ammortizzatore sociale (Il Fatto Quotidiano, 4 settembre 2026). La cifra è registrata come tagli avviati; l'esito resta aperto. Aggiornamento (11 settembre 2026): il 9 settembre 2026 l'associazione Aigi ha sospeso le procedure di licenziamento collettivo delle 28 aziende dell'indotto su richiesta del governo, in attesa della decisione della Corte d'Appello di Milano (Il Post, 9 settembre 2026); l'11 settembre 2026, tuttavia, la corte ha respinto la richiesta di sospensione e confermato la chiusura dell'area a caldo entro il 28 ottobre 2026 (vedi voce nelle chiusure) — i licenziamenti restano quindi in atto. Aggiornamento (21 settembre 2026): il 16 settembre 2026, durante l'incontro tra governo e sindacati a Palazzo Chigi, è emerso che la Corte di Cassazione aveva anticipato al 20 ottobre 2026 l'udienza sul ricorso dei commissari straordinari contro la sentenza di Milano — otto giorni prima della scadenza per la chiusura. Le associazioni datoriali Aigi e Aepi hanno quindi dichiarato che sospenderanno i circa 2.500 licenziamenti nella rete dell'indotto almeno fino alla sentenza della Cassazione; il decreto-legge con le misure di tutela dei lavoratori è stato rinviato finché "il quadro complessivo non sarà più chiaro" (Adnkronos, 16 settembre 2026).

Fonte: lapresse.it ↗ · Copia d'archivio ↗

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